Credo proprio che non ci capiamo: o io non so spiegarmi o tu non mi leggi. Ribadisco per l'ULTIMA volta che secondo me ci sono due aspetti, uno virtuale con le cariche immagine ed uno reale descritto dal precedente, che conducono ovviamente allo stesso risultato finale e cioè che la carica q passa dalla superficie della sferetta a quella del satellite più sferetta, cioè del satellite viste le dimensioni relative. Nel processo virtuale l'annichilazione della carica q, che sta sulla sferetta con la carica immagine -q in R, lascia l'altra immagine virtuale +q - non la carica reale come hai inteso tu - nel centro del satellite come unica carica virtuale residua. Ma una carica nel centro del satellite conduttore equivale certo alla stessa carica sulla sua superficie!Gabry ha scritto:Per quanto riguarda la distribuzione di carica dopo il contatto effettivamente mi è venuto il dubbio che non è detto che due cariche possano garantire la superficie equipotenziale, forse sono necessarie più cariche o una distribuzione continua di carica... Non capisco però come possa rimanere solamente una carica +q al centro del satellite, questa non tenderebbe in parte a fluire verso la sfera?
Questo fenomeno virtuale (tutto va come se...) rappresenta il fenomeno reale per cui la carica +q che sta sulla superficie della sferetta annulla la carica -q che è stata indotta nella semisfera satellitare con cui viene a contatto e lascia quindi sulla superficie dell'intero satellite la carica +q che era stata indotta sull'altra semisfera.
Morale: una carica +q è passata dalla superficie della sferetta di raggio r a quella satellitare di raggio R ed è anche rispetto a questo che ritengo vada calcolato l'effetto Joule. In un paio di giorni posterò la mia proposta di soluzione in modo da rendere il dibattito più esplicito aprendolo così (mi auguro) anche ad altri interlocutori.