Visto che nessuno propone una soluzione vorrei provare la mia idea. La carica Q sulla calotta piccola superiore si distribuisce uniformemente sulla superficie in modo da rendere equipotenziale lo spazio occupato dalla medesima e nullo il campo elettrico interno. Facendo i conti, l'area totale è data dalla superficie della cupola

più l'area del taglio piano che ha
\sqrt{3})
e che vale
\pi R^2)
.
Essendo
\pi R^2)
risulta in definitiva la densità superficiale
\frac{Q}{\pi.R^2})
. Sulla calotta grande sotto lo strato isolante la carica Q opera il fenomeno dell'induzione attrendo cariche negative nel taglio piano con densità esattamente opposta cioè
\frac{Q}{\pi.R^2})
. Infatti considerando una gaussiana cilindrica perpendicolare al taglio con basi dA, la superiore immersa nel campo elettrico nullo interno alla calotta superiore e l'inferiore immersa nel campo elettrico nullo interno alla calotta grande inferiore, la carica interna alla gaussiana deve essere nulla ovvero

. Si determina insomma un condensatore con interposto l'isolante. Siccome nell'isolante non avviene la polarizzazione molecolare di un normale dielettrico, secondo me l'isolante può approssimarsi con il vuoto (costante dielettrica relativa

) e quindi il campo elettrico del condensatore, con linee di forza che partono dalle cariche positive e si chiudono su quelle inferiori negative, vale

. Pertanto
a) La distribuzione di carica nell'oggetto risulterebbe pari a

sulla superficie della calotta superiore e sul taglio superiore, con densità

sul taglio piano sotto l'isolante; la differenza viene indotta nel corpo della calotta inferiore ed è positiva. Fra questa e le cariche negative attratte nel taglio si genera un campo opposto all'equilibrio a quello nel condensatore.
b) La forza elettrostatica di attrazione dovrebbe essere quella fra le armature del condensatore ovvero
 Q= (\sigma/\epsilon_0). (3/7)Q = \frac{12 Q^2}{49 \epsilon_0.\pi R^2})
c) L'energia elettrostatica corrisponde al lavoro da effettuare per distruggere il sistema portando Q all'infinito. Considerata una gaussiana sferica esterna alla sfera data e ad essa concentrica di raggio r>R il flusso di E sarà

ovvero

per cui il lavoro effettuato per portare Q all'infinito mi risulterebbe
