senigallia 1997 - Cilindro in tubo (problema 3)
Inviato: 6 apr 2015, 22:26
Scrivo in merito ad un problema di termodinamica che mi lascia abbastanza perplesso. Lo potete trovare nella prova nazionale 1997.
Si parla di un cilindro inserito in un tubo in cui vi è dell'azoto, il cilindro ha la funzione di isolare due compartimenti rispettivamente a destra e a sinistra di esso in cui c'è la stessa quantità di azoto.
Quando il tubo viene messo in verticale, seguendo la soluzione ufficiale, si calcolano le due pressioni dell'azoto (sopra e sotto) utilizzando la legge di Boyle!
Come può dare per scontato che la trasformazione sia isoterma e l'azoto non aumenti di temperatura quando è compresso?
Ciò che mi ha lasciato ancora più stupito è che il problema prosegue dicendo che il tubo viene scosso verso destra e viene chiesto di calcolare il lavoro subito dal gas. E questa volta (a mio parere giustamente) considera la trasformazione adiabatica e quindi con una variazione di temperatura.
Non riesco veramente a capire il motivo della differenza dei due approcci, e come possa considerare la prima trasformazione isoterma..

Si parla di un cilindro inserito in un tubo in cui vi è dell'azoto, il cilindro ha la funzione di isolare due compartimenti rispettivamente a destra e a sinistra di esso in cui c'è la stessa quantità di azoto.
Quando il tubo viene messo in verticale, seguendo la soluzione ufficiale, si calcolano le due pressioni dell'azoto (sopra e sotto) utilizzando la legge di Boyle!
Come può dare per scontato che la trasformazione sia isoterma e l'azoto non aumenti di temperatura quando è compresso?
Ciò che mi ha lasciato ancora più stupito è che il problema prosegue dicendo che il tubo viene scosso verso destra e viene chiesto di calcolare il lavoro subito dal gas. E questa volta (a mio parere giustamente) considera la trasformazione adiabatica e quindi con una variazione di temperatura.
Non riesco veramente a capire il motivo della differenza dei due approcci, e come possa considerare la prima trasformazione isoterma..