Sapere che l'energia si conservi e' dannatamente meno interessante del capire il perche' succeda. Potrebbe essere interessante un tutorial introduttivo sulla questione (se nessuno lo ha gia' fatto). Chiaramente si deve partire dalle basi, ovvero il concetto di descrizione fisica di un sistema. In meccanica classica si suppone (e questo dovreste ben saperlo) che, conoscendo la traiettoria di (ogni componente di) un sistema ad ogni tempo si possa descrivere interamente il comportamento di tale sistema. A priori l'unica altra cosa che serve e' la conoscenza di alcune grandezze (costanti o dipendenti unicamente dal tempo), dette fondamentali per quel sistema, nel senso che il loro valore e' stabilito a priori e non viene determinato dalle leggi fisiche. Questo equivale a dire che conoscendo la posizione e la velocita' (ovvero la sua derivata prima) di tutti i componenti ad un dato tempo si possa conoscere lo stato del sopradetto sistema in qualsiasi istante, passato e futuro. La spiegazione matematica di quest'ulitmo assunto e' supporre che la posizione, in quanto funzione del tempo, sia soluzione di una certa equazione differenziale di secondo grado (l'esempio primitivo pensato da Newton e'
=F/m)
), la cui soluzione, se siamo in grado di scriverla (e purtroppo generalmente non lo siamo), dipende solo da due dati iniziali, che sono proprio quelli gia' detti. Ovviamente se vogliamo che il sistema sia descritto unicamente da posizione e velocita' dei suoi componenti, la forza, o in generale quello che appare nell'equazione differenziale che descrive il sistema deve essere anch'esso funzione unicamente della posizione e della velocita' dei componenti del sistema, e delle grandezze fondamentali.
Si e' trovato un modo estremamente comodo per fare cio', ovvero introdurre una certa funzione di posizione, velocita' e tempo (ovviamente conterra' anche le costanti fondamentali) che descriva interamente il sistema, date le condizioni iniziali. Tale funzione si chiama Lagrangiana, scritta
,\dot{x}(t),t))
, e il modo in cui da essa si ricava l'equazione differenziale cercata e' il cosiddetto principio di minima azione. Ma di questo parleremo nel prossimo post.