Ok, il problema iniziale dovrebbe essere a posto. Ricapitolando in breve, il ciclo di Carnot è, a priori, un ciclo come un altro fra due sorgenti termiche che ha però quella particolarità dell'esprimere il rendimento e l'efficienza in funzione della temperatura, cosa che ci permette di passare da macchina termica a frigorifero e far valere il famoso passaggio della disuguaglianza, e ottenere così che non ci sono macchine termiche con rendimento maggiore di Carnot. Ora però mi nascono due nuovi problemi

riguardo a quello che abbiamo scritto negli ultimi due post.
Perché se facciamo solo trasformazioni reversibili e usiamo due sorgenti allora abbiamo lo stesso rendimento di Carnot? Sembra molto intuitivo, ma suppongo esista una ragione più specifica, no?
Per quanto riguarda invece le macchine a più sorgenti, non mi è troppo chiaro perché abbiano in generale rendimento inferiore. Cioè, sembra molto ovvio, ma anche qui mi manca qualcosa. Per esempio per Stirling, è vero che abbiamo bisogno di calore anche per le isocore, ma volendo produrre la stessa quantità di lavoro con Carnot e Stirling non è detto che usiamo la stessa quantità di calore nelle isoterme, e che quindi le isocore facciano la differenza. Immagino che in generale, dimostrato ciò che chiedo nella prima domanda, si possa trasportare il problema su uno equivalente in cui la macchina a più sorgenti diventa l'assemblaggio di più macchine a due sorgenti, e che quindi per il teorema dimostrato a inizio post ogni singola macchina "produca una perdita" in termini di rendimento.
Ti sto un po' esasperando

se hai dei link o dei riferimenti a libri che spieghino meglio, almeno non ti faccio fare ancora post chilometrici
