Epimenide ha scritto:
Con questo metodo è possibile dimostrare anche alcune proprietà delle derivate (cosa questa ormai utile solo a fini storici o mnemonici se si è proprio disperati) ma soprattutto sviluppare metodi dimostrativi per il calcolo di aree e talvolta di integrali di linea che altrimenti richiederebbero un lavoro ben più complesso. Ripeto, in molti testi (quali lo stesso Halliday) suddividere in infinitesimi è pratica dimostrativa comune.
Qualunque matematico serio si incavolerebbe tantissimo. Dal punto di vista matematico trattare le derivate come frazioni di infinitiesimi non ha senso, è scorretto, e le dimostrazioni di proprietà delle derivate fatte in quel modo non hanno proprio nessun valore. Il fatto che il calcolo di aree e volumi funzioni ugualmente pensando ai

come cubettini da sommare è un indice della robustezza della teoria matematica sottostante (che anche se usata male riesce ad arrivare al risultato giusto), non certo una dimostrazione.
Tuttavia la fisica è la scienza dell'approssimazione sensata, e spesso in fisica si ricavano leggi esatte pensando proprio agli infinitesimi come "cosette piccole".
Credo sia utile capire la differenza tra le due situazioni. Personalmente io so che è sbagliato, so che funziona lo stesso, e quindi se ho fretta faccio anch'io così. Tuttavia, per dire, se mai da grande dovessi scrivere un articolo, eviterei perchè mi piacerebbe aver più rigore. Ma, ripeto, quanto formale un fisico desidera essere è un fatto personale.
L'Halliday universitario per primo, pur essendo
ottimo per un liceale motivato, riletto a 3 anni di distanza ha un livello di rigore decisamente basso.
Epimenide ha scritto:
Il metodo non è rigoroso perché gli infinitesimi nell'analisi vanno in contraddizione con la proprietà archimedea di R e in queste dimostrazioni a volte vengono considerati assimilabili a zero, altre volte no, senza un criterio preciso, per questo l'analisi moderna si fonda sul concetto più chiaro e rigoroso di limite, ed è così che va impostata, l'idea degli infinitesimi è da considerarsi quindi un pragmatismo per schiarirsi un po' le idee su alcune operazioni ed un metodo euristico per risolvere alcuni problemi.
Ecco appunto. Può essere interessante sapere che esiste una sezione della matematica, detta
Analisi non standard che vuole in qualche modo (e riesce a) formalizzare in maniera corretta l'idea di derivata come frazione, e di infinitesimo come "cosa tanto piccola". Nell'analisi non standard allora si che tutte le dimostrazioni noiose dei corsi di matematica in quinta superiore o di analisi 1 (come le proprietà delle derivate) diventano un giochetto, posto di sapere le proprietà delle frazioni.