a) Due cariche puntiformi posseggono l’energia potenziale

dove k è la costante della legge di Coulomb.
Un insieme di cariche puntiformi ha l’energia potenziale
La somma interna è il potenziale

delle cariche

nel punto in cui è

. Perciò
Con più conduttori è valida la stessa formula dove Vi sono i potenziali dei singoli conduttori su cui sono disposte le cariche

.
b) Quando le sferette conduttrici, aventi cariche iniziali

e

, vengono collegate con R, raggiungeranno lo stesso potenziale

.
Quest’equazione in

e

e la conservazione della carica

permettono di determinare

e

.
c) L’energia iniziale è
+ kQ_2^2/(2r_2))
, quella finale risulta
+ kq_2^2/(2r_2))
, la differenza

viene dissipata per effetto Joule.
e) Se le sferette non sono lontanissime hanno i seguenti potenziali finali

e

.
Cioè i potenziali su una sferetta sono prodotti da ambedue le cariche. Evidentemente la

influenza la distribuzione di

e viceversa. Penso che la distanza d, pur essendo finita, rimanga ancora grande rispetto a

e

. Altrimenti calcolare i potenziali diventerebbe molto complesso. Con quest’approssimazione le uguaglianze

e

conducono al calcolo di

e

.
f) L’energia iniziale vale
+ kQ_2^2/(2r_2)+kQ_1Q_2/d)
, quella finale corrisponde a
+ kq_2^2/(2r_2)+kq_1q_2/d)
, l’energia persa per effetto Joule è

.
g) Le cariche si sposteranno sulla superficie esterna del conduttore; si può immaginare di schematizzare la situazione con le due sferette poste entro uno schermo metallico a cui sono connesse con una resistenza. Sostanzialmente è una messa a terra rispetto alla cavità. Le sferette e la cavità possono considerarsi come un condensatore particolare con le armature collegate con una resistenza.