Visualizzazione grafica del problema e della soluzione al punto 2.
Non so postare le figure, purtroppo. Allora descrivo per chi avrà pazienza di leggere. Il fluido della macchina di Carnot sia un gas perfetto, come usualmente, e si consideri il diagramma di Clapeyron P,V. Siano le isoterme (iperboli) alle temperature

e sia

l'inizio del ciclo della macchina di Carnot (che ora non è un ciclo di Carnot), dove

è un punto giacente sull'isoterma

temperatura iniziale del gas. Si verifica poi la dilatazione reversibile da S, giacente su quell'isoterma, ad F che giace sull'isoterma a temperatura

. Può essere rappresentata da una linea continua proprio perchè è reversibile, attraversa tutte le isoterme comprese fra le due, il gas ha sempre la temperatura T assunta via via dalla sorgente ( altrimenti la trasformazione non sarebbe reversibile) a partire da

fino a

. Durante questa trasformazione il gas assorbe la quantità di calore
)
. Da F effettua una compressione isotermica alla temperatura

durante cui cede la quantità

al refrigerante fino al punto D di intersezione di questa isoterma con l'adiabatica passante per S. Infatti ha già scambiato in entrata e uscita il calore che doveva scambiare e quindi il ciclo deve concludersi fino ad S con questa adiabatica. Un ciclo reversibile SFDS, fatto di queste tre trasformazioni, in cui il Lavoro compiuto è rappresentato come si sa dall'area racchiusa da questo "triangolo" curvilineo.
Il testo chiede di determinare quell'isoterma

in cui la stessa macchina, compiendo però un
ciclo di Carnot, fornisce lo stesso lavoro ( che come si sa è allora il massimo possibile fra quelle temperature). Il ciclo di Carnot sarebbe l'isoterma a

fino al punto di incontro C con l'adiabatica per F, l'isoterma FD identica alla precedente(cede lo stesso

al refrigerante) e l'adiabatica per D ed S fino al punto d'incontro O con l'isoterma

: è il ciclo OCFDO di due isoterme e due adiabatiche. Si vede immediatamente che l'area da esso racchiusa coincide in parte con quella triangolare:

è allora UNIVOCAMENTE determinato in modo che, detto I il punto d'incontro di SF con l'isoterma

, l'area di ICF sia uguale all'area di SOI. Si tratta del valore di

calcolato.