Mi sarebbe piaciuto che fosse venuta una formula che si fosse poi ridotta a Carnot per C tendente a infinito. Ma il rendimento non dipende da C perchè anche
sns 2012 n.5
Re: sns 2012 n.5
Nella mia formula del rendimento massimo non mi quadrava infatti che esso dipendesse da
e che non potesse esprimersi solo con le temperature. Credo di aver trovato la soluzione:ENTROPIA. Infatti, siccome viene richiesto il rendimento massimo che può avere una macchina termica in contatto con i due bagni, dobbiamo immaginare un ciclo REVERSIBILE nel quale viene assorbita da
una quantità di calore alla temperatura
ovvero una quantità infinitesima
(- perchè dT è negativo) e viene ceduta al bagno freddo una quantità di calore infinitesima alla temperatura
uguale a
. Siccome il ciclo è reversibile su esso può calcolarsi la totale variazione entropica che deve essere NULLA (così come quella dei due bagni e dunque dell'intero sistema isolato macchina+bagni). La relazione ci permette finalmente di calcolare
e quindi di togliere l'anomalia alla mia formula. Dovrà essere infatti
ovvero
. Essendo la quantità totalmente assorbita
è facile allora calcolare il lavoro come
ed il rendimento massimo come
. Quest'ultimo, considerato che
, sarebbe secondo me
come dovevasi dimostrare.
Mi sarebbe piaciuto che fosse venuta una formula che si fosse poi ridotta a Carnot per C tendente a infinito. Ma il rendimento non dipende da C perchè anche
dipende da C. Forse perchè il ritmo termico di assorbimento è uguale a quello di cessione?
Mi sarebbe piaciuto che fosse venuta una formula che si fosse poi ridotta a Carnot per C tendente a infinito. Ma il rendimento non dipende da C perchè anche
Re: sns 2012 n.5
Concordo con la tua soluzione che coincide con la mia.
Per il punto due hai trovato un'interpetazione per la macchina in contatto con tre sorgenti, ma che può assorbire calore solo da una? In poche parole a che serve il serbatoio caldo se la macchina non può assorbire calore da questo?
Non ho capito quello che vuoi dire ma credo che qf dipenda dalla temperatura raggiunta dal gas che compie il ciclo dopo aver assorbito il calore e quindi indirettamente dalla quantità di calore assorbito in funzione della capacità termica.modesto ha scritto:Forse perchè il ritmo termico di assorbimento è uguale a quello di cessione?
Per il punto due hai trovato un'interpetazione per la macchina in contatto con tre sorgenti, ma che può assorbire calore solo da una? In poche parole a che serve il serbatoio caldo se la macchina non può assorbire calore da questo?
Re: sns 2012 n.5
Non riesco a entrare nel forum e mi scuso per il ritardo. La macchina non è in contatto con tre sorgenti. Riceve calore da
a capacità finita e cede calore al refrigerante
. Si chiede il lavoro massimo, cioè il massimo di
. Ora è noto che, data una certa quantità di calore prelevata da una caldaia a temperatura
, fra le macchine termiche quella di Carnot rilascia al refrigerante la minima
e quindi compie il lavoro massimo possibile con quella quantità assorbita. Allora mi pare che la domanda sia: a quale
dovrebbe assorbire
affinchè rilasciasse al refrigerante la
del punto 1. con
al posto di
?
E' facile rispondere se concordi con la soluzione di 1. La solita variazione d'entropia nulla nel ciclo di Carnot richiederebbe che
}{T_C}=\frac{q_F}{T_F}=C.log\frac{T_S}{T_F})
da cui risolvendo è possibile determinare

che risulta maggiore di
ove sia,come è,
.
E' facile rispondere se concordi con la soluzione di 1. La solita variazione d'entropia nulla nel ciclo di Carnot richiederebbe che
da cui risolvendo è possibile determinare
che risulta maggiore di
Re: sns 2012 n.5
Quindi secondo te Ts è semplicemente la temperatura iniziale del serbatoio caldo?modesto ha scritto:La macchina non è in contatto con tre sorgenti. Riceve calore da T_S a capacità finita e cede calore al refrigerante T_F.
Non credo che debba minimizzarsi semplicemente Qf perchè deve massimizzarsi il lavoro che vale L=Qc-Qf che non è semplicemente funzione di Qf ma anche di Qc quindi bisogna massimizzare la differenza tra il calore assorbito e quello ceduto.modesto ha scritto:Ora è noto che, data una certa quantità di calore prelevata da una caldaia a temperatura T_C, fra le macchine termiche quella di Carnot rilascia al refrigerante la minima q_F e quindi compie il lavoro massimo possibile con quella quantità assorbita. Allora mi pare che la domanda sia: a quale T_C dovrebbe assorbire Q_t=C(T_S-T_F) affinchè rilasciasse al refrigerante la q_F del punto 1. con T_S al posto di T_C?
Se l'interpretazione è giusta e la macchina lavora tra solo due sorgenti di cui una posta a temperatura iniziale Ts abbiamo:
Re: sns 2012 n.5
Lo dice il testo non io.Gabry ha scritto: Quindi secondo te Ts è semplicemente la temperatura iniziale del serbatoio caldo?
Invece si perchè il calore assorbitoGabry ha scritto:[Non credo che debba minimizzarsi semplicemente Qf perchè deve massimizzarsi il lavoro che vale L=Qc-Qf che non è semplicemente funzione di Qf ma anche di Qc quindi bisogna massimizzare la differenza tra il calore assorbito e quello ceduto.modesto ha scritto:Ora è noto che, data una certa quantità di calore prelevata da una caldaia a temperatura T_C, fra le macchine termiche quella di Carnot rilascia al refrigerante la minima q_F e quindi compie il lavoro massimo possibile con quella quantità assorbita. Allora mi pare che la domanda sia: a quale T_C dovrebbe assorbire Q_t=C(T_S-T_F) affinchè rilasciasse al refrigerante la q_F del punto 1. con T_S al posto di T_C?
Secondo me continui a fare confusione fraGabry ha scritto:Se l'interpretazione è giusta e la macchina lavora tra solo due sorgenti di cui una posta a temperatura iniziale Ts abbiamo:da cui
![]()
quindi
derivando
dallo studio della derivata si vede che la funzione ha solo un minimo (
e nessun massimo inoltre notiamo che dopo questo minimo la funzione è sempre crescente quindi tanto più alta è la temperatura iniziale tanto più alto sarà il lavoro senza alcun limite superiore, il che non mi sembra poi tanto strano perchè è normale che una sorgente a temperatura sempre più alta permette di assorbire sempre più calore il che consente di compiere più cicli e quindi di fornire più lavoro.
Poi una volta metti
Ovviamente secondo me non ha senso poi il discorso della derivata: arrivi alla conclusione che più è il calore assorbito e più è il lavoro prodotto. Lo sapevamo già...Il testo secondo me è un altro. Ti invito allora a dare il tuo risultato alternativo al mio. Quanto vale secondo te la
Figuriamoci poi l'interpretazione del punto 3. del testo!
Re: sns 2012 n.5
Il testo dice che la macchina può assorbire calore solo da una sorgente a temperatura iniziale Ts non dice che questa sia il serbatoio caldo.modesto ha scritto:Lo dice il testo non io.
Per chiarire cosa si debba massimizzare bisogna prima aver chiarito questo, cosa intendi per Tc? Io intendo la temperatura in ogni istante del serbatoio caldo (che inizia da Ts e finisce a Tf). Se come dici tu Tc deve essere costante questo si ottiene solo quando il serbatoio caldo e il serbatoio freddo raggiungono l'equilibrio termico. O forse Tc è la temperatura di qualcos'altro?modesto ha scritto:Secondo me continui a fare confusione fra T_C, che è un valore che dobbiamo trovare per cui dT_C=0
Ho sbagliato a scrivere tutti i pedici c si riferiscono a s.modesto ha scritto:oi una volta metti Q_c=C(T_F-T_S) ,che è negativa e quindi opposta a quella assorbita che deve essere positiva, un'altra metti Q_c=C(T_F-T_C) che oltre a essere ancora negativa non c'entra nulla perchè T_Cnon compare nel ciclo.
Quale sarebbe? Non si vuole trovare la temperatura del serbatoio caldo (che inizia a Ts) affinchè il lavoro sia massimo?modesto ha scritto:.Il testo secondo me è un altro.
Re: sns 2012 n.5
Ma se può assorbire solo da lì vuol dire che questa è la sua SOLA possibile caldaia.Gabry ha scritto:Il testo dice che la macchina può assorbire calore solo da una sorgente a temperatura iniziale Ts non dice che questa sia il serbatoio caldo.modesto ha scritto:Lo dice il testo non io.
Preciso definitivamente, anche se nel post della soluzione mi pareva di essere stato chiaro. Abbiamo una macchina di Carnot che funziona fraGabry ha scritto:Per chiarire cosa si debba massimizzare bisogna prima aver chiarito questo, cosa intendi per Tc? Io intendo la temperatura in ogni istante del serbatoio caldo (che inizia da Ts e finisce a Tf). Se come dici tu Tc deve essere costante questo si ottiene solo quando il serbatoio caldo e il serbatoio freddo raggiungono l'equilibrio termico. O forse Tc è la temperatura di qualcos'altro?modesto ha scritto:Secondo me continui a fare confusione fra T_C, che è un valore che dobbiamo trovare per cui dT_C=0
La macchina fa il suo ciclo ideale reversibile perchè è di Carnot. Bisogna trovare allora
Ora la domanda da un miliardo. Qual è la
Io la vedo così per l'interpretazione del testo e per la risposta. Francamente non riesco ad esprimere più chiaramente il mio punto di vista. La parola a te.
Re: sns 2012 n.5
Adesso forse ho capito cosa intendi: ci sono un liquido (o qualcos'altro) a temperatura iniziale Ts e capacità termica C e una caldaia (il contenitore del liquido) a temperatura Tc.
Tuttavia così non mi quadrano alcune cose: il liquido e la caldaia non raggiungono l'equilibrio termico, cioè sono in qualche modo isolati tra di loro?
E, cosa più importante, la variazione infinitesima di entropia secondo me non va calcolata con la temperatura del recipiente (la caldaia) ma con la temperatura alla quale viene assorbito il calore, cioè la temperatura istantanea della sorgente. Altrimenti basta considerare una trasformazione che operi similmente alla nostra macchina di Carnot, tra due caldaie a temperatura
ma che può assorbire calore solo dal liquido posto nella caldaia più fredda, a temperatura iniziale
. Se la macchina non compie lavoro il calore assorbito è uguale a quello ceduto e quindi se come dici tu è corretto considerare la temperatura della caldaia la variazione di entropia vale
ma essendo
allora
(ho considerato il sistema di riferimento delle sorgenti con calore negativo quando lo cedevano e positivo quando lo assorbivano, ma se non ti convince basta invertire la relazione di grandezza tra le temperature per ottenere lo stesso risultato) e se i serbatoi non scambiano calore con l'ambiente allora questa sarebbe la diminuzione dell'entropia dell'universo ma ciò contraddice il secondo principio della Termodinamica! Nota che non c'è alcun impedimento al flusso di calore in quanto la temperatura del liquido è maggiore di quella della caldaia alla quale viene trasferito il calore quindi una situazione del genere è verificabile. Quindi non credo sia corretto considerare la temperatura della caldaia nel calcolo dell'entropia.
Tuttavia così non mi quadrano alcune cose: il liquido e la caldaia non raggiungono l'equilibrio termico, cioè sono in qualche modo isolati tra di loro?
E, cosa più importante, la variazione infinitesima di entropia secondo me non va calcolata con la temperatura del recipiente (la caldaia) ma con la temperatura alla quale viene assorbito il calore, cioè la temperatura istantanea della sorgente. Altrimenti basta considerare una trasformazione che operi similmente alla nostra macchina di Carnot, tra due caldaie a temperatura
Re: sns 2012 n.5
NON intendo assolutamente questo e mi pare incredibile di poter così essere stato interpretato. Non è un liquido. E' una sorgente reale a temperatura inizialeGabry ha scritto:Adesso forse ho capito cosa intendi: ci sono un liquido (o qualcos'altro) a temperatura iniziale Ts e capacità termica C e una caldaia (il contenitore del liquido) a temperatura Tc.
Allora e davvero per l'ultima volta. La macchina di Carnot NON può essere posta sul pianerottolo a temperatura
La temperatura istantanea T del pianerottolo è allora anche quella del fluido ideale, per esempio gas perfetto, contenuto nel cilindro-macchina di Carnot. ECCO PERCHE' E' GIUSTO NEL CALCOLO DELLA SUA ENTROPIA METTERCI T, contrariamente a come tu continui a pensare. Fatti i calcoli, in questo cilclo reversibile in cui la macchina assorbe calore ad una temperatura T che varia da
Si calcola
E' la terza volta che ribadisco queste cose. Sono scoraggiato. Interverrò sul punto 2. solo di fronte ad una tua interpretazione, con relativo risultato,diversa e alternativa.
Altrimenti il punto 3. che non mi sembra di univoca interpretazione tanto più, come dimostrano i fatti, se anche noi ci mettiamo del nostro...
Re: sns 2012 n.5
Scusa ma allora prorpio non ho capito, nella nostra macchina di Carnot che cosa ha temperatura Tc e come interviene nel ciclo? Esprimiti per favore chiaramente facendo le differenze tra questa e la sorgente a temperatura Ts, perchè mi pare che tu prima abbia detto che Ts è la temperatura iniziale di Tc.
Da quello che hai scritto ora qui:
Da quello che hai scritto ora qui:
io personalmente ho capito questo: Tc non fa parte della nostra macchina di Carnot ma è la temperatura di una caldaia a capacità infinita di un altro ciclo che dobbiamo confrontare con il nostro in modo da avere la stessa quantità di calore assorbita e lavoro massimo, è questo che intendi?modesto ha scritto:quanto dovrebbe valere la T_C della caldaia di un ciclo ideale di Carnot da cui assorbire ISOTERMICAMENTE C(T_S-T_F)in modo che, come è prerogativa della macchina di Carnot nel suo ciclo ideale di due isoterme e due adiabatiche, il nostro q_F risulterebbe il MINIMO possibile e quindi il lavoro L risulterebbe il MASSIMO possibile?