Meta* ha scritto:E a proposito degli esponenziali complessi ?
Gli esponenziali complessi si usano per approssimare funzioni a valori complessi allo stesso modo in cui seno e coseno si usano per approssimare funzioni a valori reali. Ma le grandezze fisiche misurabili ovviamente sono tutte reali, allora ti potrai chiedere come mai si usi la teoria per le funzioni complesse e non (solo) quella per le funzioni reali.
La risposta non è profondissima, in sostanza gli esponenziali complessi sono più comodi. Mentre le funzioni trigonometriche quando le derivi vanno l'una nell'altra (
=\omega \cos (\omega t))
,
=-\omega \sin (\omega t))
), il che è piuttosto scomodo da gestire, gli esponenziali complessi vanno in se stessi (

) e l'operazione di derivazione si può a tutti gli effetti scambiare con la moltiplicazione per

, che è molto comodo. Quindi si fa tutto con queste funzioni complesse, e alla fine del problema, quando si cerca il risultato fisico, se ne prende la parte reale (
=\cos (\omega t))
)
Un esempio classico e abbastanza elementare di applicazione di questo discorso è il circuito RLC in corrente alternata. Ammettiamo che un generatore esterno dia una ddp del tipo
)
. Facciamo il trucco di "complessificare" questa funzione, e diciamo che la ddp sia

(tanto la grandezza fisica, che è la parte reale di questa cosa, torna correttamente).
Allora anche la corrente avrà una dipendenza temporale dello stesso tipo (si può vedere formalmente dall'equazione del circuito, ma ci si crede molto anche a occhio):

. Nota che in generale anche

può essere complessa. Cosa comporta questo?
})
: uno sfasamento rispetto al segnale in ingresso. In altre parole lasciando che anche le ampiezze siano complesse teniamo già conto implicitamente di possibili sfasamenti.
La ddp sulla resistenza quindi è

; quella all'induttanza è

; quella al condensatore è
={I_0 \over i \omega C}e^{i \omega t}=-{iI \over \omega C})
(se l'operazione di derivata è la moltiplicazione per

, quella di integrale è la divisione per

, che moltiplicando sopra e sotto per i dà

)
Ora per trovare

serve l'equazione della maglia (

), ma già da qui sappiamo la relazione di fase che c'è tra le ddp alla resistenza, all'induttanza e al condensatore. La dipendenza temporale infatti è la stessa per tutte e 3, ma rispetto alla ddp su R quella su L si becca un fattore i, che la ruota in avanti di 90° nel piano complesso ==> è in anticipo di un quarto di periodo, mentre quella su C si becca un -i che la ruota indietro di 90° (la i porta avanti di 90°, il meno indietro di 180°) ===> è in ritardo di un quarto di periodo. La

del numero

ci dice infine la relazione di sfasamento tra queste cose e la tensione in ingresso, e dipenderà dai parametri R,L e C.
Ora, fino ad un certo punto si poteva fare tutto con seni e coseni senza difficoltà, ma trovare

e

(ampiezza e sfasamento) diventerebbe una schifezza, così invece viene in modo molto naturale.
Finita questa analisi, i risultati fisici sono le parti reali di quelli trovati: ricompaiono seni e coseni.