Rieccomi. Se non è un problema vorrei provare di nuovo.
Dunque, questa volta ho ragionato così: posso trovare l'altezza da cui lascio cadere la palla in funzione di
s o
d, a seconda del piano in cui lascio cadere la palla. Dato che l'esercizio chiede di trovare i rimbalzi su S rispetto a quelli su D, la lascio cadere su S e vedo quello che succede in base a
s,
d e

. Quindi posso ottenere la velocità della palla appena colpisce il piano S per la prima volta usando la conservazione dell'energia. A questo punto, mi immagino che la palla stia facendo un moto parabolico per ogni balzo. Dato che siamo su un piano inclinato, in questo caso sia la componente x sia la y saranno accelerati. Il tempo che la velocità y impiega per diventare da 0 a massima o viceversa corrisponde al tempo che intercorre da un rimbalzo all'altro. Ora, possiamo indicare la distanza tra il punto in cui la palla tocca per la prima volta il piano con
d - s (o con
s - d se lasciamo cadere la palla sul piano D, e questa sarà la distanza totale percorsa in "orizzontale" (rispetto a come stiamo guardando il moto parabolico) e quindi possiamo trovare il tempo che impiegherà la palla per raggiungere l'altro piano. Facendo un rapporto tra i due tempi, otteniamo così quanti rimbalzi fa la palla su uno qualunque dei due piani a seconda di

o
s e
d. Quando la palla tocca l'altro piano, a quel punto la velocità "y" è 0, perché percorrendo 90° nel moto parabolico la palla si ferma, quindi possiamo trovare l'altezza a cui arriva sull'altro piano. A questo punto però le due componenti si sono invertite (per quel discorso che facevo sul primo post riguardo agli angoli complementari), e inoltre la velocità "x" non sta più accelerando, ma decelerando. Credo che a questo punto si potrebbe ripetere il procedimento dei due tempi per trovare eventuali rimbalzi sul piano D mentre la palla torna indietro, ma mi sembra difficile che l'esercizio richieda di fare così tanti calcoli. Credo piuttosto che una volta raggiunto l'altro piano, la palla cominci a rimbalzare da un piano all'altro, magari riducendo continuamente le distanze e i tempi, ma senza di fatto fermarsi mai, perché gli urti sono tutti elastici e quindi andrà avanti all'infinito. Perciò la differenza di rimbalzi tra i due piani dovrebbe essere quella che ho trovato prendendo in considerazione solo il tempo della prima discesa. Tutto questo per dire che la mia risposta è

.
Anche stavolta avrò scritto parecchie cavolate, ma devo dire che mi sto divertendo
