Beh, se, come dici, la boccia, dopo un lungo intervallo di tempo, possedesse soltanto una velocità verticale, non avrebbe senso parlare di allontanamento
Comunque, il problema (che per la cronaca viene dalle Olimpiadi di Polonia) l'ho risolto così:
la boccia si muove verso sinistra con velocità

: impatta contro il muro. Il coefficiente di attrito statico fra queste due superfici è molto alto, per cui non ci sono slittamenti. Ora, il momento angolare rispetto ad un asse scelto è dato dal momento angolare di un corpo che ruota attorno al proprio asse (parallelo a quello scelto prima) più il prodotto vettoriale fra la distanza dei due assi e la quantità di moto del corpo. Allora, nel nostro caso ne viene fuori che, poichè l'asse della boccia e l'asse passante per il punto di impatto sono alla stessa "altezza" da terra, il momento angolare un istante prima dell'urto è

dove

(il momento di inerzia di una sfera piena). Per la conservazione del momento angolare

, dove

e

sono momento di inerzia e velocità angolare un istante dopo l'urto.
Ma

è calcolato rispetto al punto di contatto, per cui, per il teorema degli assi paralleli,

.
Ne viene fuori, facendo un pò di calcoli, che la boccia avrà una

, che è la velocità verticale posseduta dal cdm un istante dopo l'urto, quindi una

e sull'asse x un semplice rimbalzo elastico. La boccia, appena dopo l'urto, sta ruotando in senso antiorario.
Ogni volta che impatta al suolo, la forza di attrito fa diminuire

e la

, finchè la boccia comincerà a ruotare in senso orario. Frattanto credo che sull'asse y ci siano rimbalzi elastici. Per cui ora posso impostare l'equivalente di

per la rotazione e scrivere
dove

è la velocità angolare dopo l'urto più la velocità angolare finale, infatti considero la variazione in modulo.

è la variazione in modulo di velocità orizzontale. Sostituisco per avere il tutto in

, cioè
che risolto porta a

. Sono curioso di sapere se il problema si può risolvere facendo considerazioni sull'energia.