Data la grande distanza l tra i centri delle due sfere, esse possono essere considerate come dei condensatori sferici "incompleti",
cioè senza l'armatura esterna.
Ne consegue che la loro capacità è:

.
Così si ha:

.
Ricordando che il campo elettrico è legato alla conducibilità dalla formula

e che la superficie esterna di entrambe le sfere è

, si evince che

.
"E" rappresenta il campo elettrico che varia a seconda della distanza tra le due sfere.
Poichè tutta la carica che è immessa nel liquido dielettrico da una sfera rientra poi nell'altra, e pochè queste sono geometricamente identiche,
si osserva che i e J sono comuni per entrambe le sfere. Mi sembra ragionevole scegliere come valore di E quello misurabile appena all'esterno di una delle due sfere,
pari a

, trascurando l'apporto al campo fornito dall'altra sfera perchè posta a grande distanza.
Quindi sostituendo q ed E nella formula dell'intensità di corrente si ottiene:

che diventa infine

.
La resistenza vale:

.
Ho qualche dubbio sulla scelta del valore del campo elettrico, perchè ho limitato il mio ragionamento alla regione dello spazio più prossima alla sfera, senza descriverne l'andamento generale.
Per il terzo punto non mi viene in mente nulla di veramente utile, per ora, sempre che in quello che ho scritto finora ci sia qualcosa di valido

...
In nature we do not find past, present and future as we recognise them, but an evolutionary process of change - energy never trapped for too long - life always becoming.
(Taken and modified from Lighthousekeeping by J. Winterson)