Pongo un sistema di riferimento in cui la posizione iniziale della monetina centrale coincide con l'origine, e l'asse x passa per i centri delle monete. Siccome durante il moto non agiscono forze esterne, il centro di massa deve rimanere nell'origine: pertanto quando la moneta di mezzo ( che ora chiamerò 2 per comodità) è distante

dall'origine, la congiungente tra le monete 1 e 3 sarà distante

. Ora compio una approssimazione drastica: anche se in realtà le monete percorrono archi di circonferenza, siccome l'ampiezza angolare del moto è assai ridotta considero il loro spostamento solo come una traslazione parallela all'asse y.Pertanto sulla moneta 1 la componente x della tensione del filo deve compensare le componenti x delle forze repulsive esercitate dalle monete 2 e 3. Siccome l'angolo è molto piccolo, il valore della componente x di ciascuna di esse è circa uguale al loro modulo. La componente x della forza repulsiva tra le monete 1 e 3 vale circa

, quella tra la 1 e la 2 è invece

. Quindi il modulo della tensione è

.
Ora considero la moneta 2: su di essa agiscono le due tensioni e le forze elettrostatiche repulsive.Per ovvie ragioni di simmetria le componenti x di tali forze si elidono, quelle y invece no. Chiamo

l'angolo tra il filo e l'asse x, e geometricamente si ricava che

. Quindi sull'asse y si ha che:
)
, e sostituendo si ottiene

. Questa è, come nel moto armonico semplice, una forza di richiamo direttamente proporzionale allo spostamento , con costante di proporzionalità

.
Quindi il periodo è dato da

, e svolgendo i calcoli si ottiene

. Invertendo la formula si trova quindi

.