Sei al liceo, no? Che libro usi? Forse mi sbaglio ma io l'attrito dell'aria lo schematizzerei sicuramente con qualcosa di proporzionale al quadrato della velocità, almeno per le velocità tipiche di un proiettile...
Veniamo a chiarire le formule che scrivi, riportando dal libro e poi a rispondere alle domande un pò più "filosofiche".
Dunque, il valore dell'accelerazione

che scrivi alla fine va bene
solo se la forza peso è opposta a quella dell'attrio dell'aria. In tale caso (ovvero il grave è in caduta libera e NON si muove di moto parabolico) allora le formule vanno bene e l'accelerazione che trovi è giusta.
Dico giusta perchè il ragionamento è giusto, ma continuo a insistere che per una palla buttata dalla finestra bisogna usare la formula col

.
Cosa succede nel moto del proiettile? La direzione della forza di attrito è opposta a quella del vettore velocità. Tale vettore cambia in direzione durante il moto. Di conseguenza la forza di attrito avrà componenti

e

che variano al variare del tempo e non è molto semplice scrivere le equazioni del moto.
In che classe sei? Se sai cos'è una derivata e hai un idea di cosa sia un equazione differenziale possiamo scrivere il sistema di equazioni del moto. Se no mi viene davvero molto difficile spiegarti che "formule" vengono fuori per il moto del proiettile, tenendo conto dell'attrito dell'aria.
Veniamo ora alle altre domande:
Frank-95 ha scritto:
Un corpo velocità basse si muove di regime laminare quindi l'attrito è direttamente proporzionale a v.
In un regime turbolento si formano dei vortici che aumentano l'attrito e lo rendono proporzionale al quadrato della velocità.
Si, a basse velocità sei laminare e l'attrito (in generale) è proporzionale a

.
Si, ad alte velocità (in generale) è proporzionale a

.
Come fai a decidere quale dei due usare? Ti calcoli il numero di Reynolds che ti ho definito nel post precedente. Se è un numero grande (circa 1000 o più) allora sei in regime turbolento. Se è un numero piccolo (minore di 1) sei in regime laminare.
Nota che:
1) Il regime non dipende solo da velocità, ma anche da viscosità del fluido e da uan lunghezza caratteristica del sistema
2) in tutto l'intervallo tra 1 e 1000 non ci sono formulette semplici come quelle che stiamo discutendo, e la dipendenza da

può dipende in modo esplicito dalla geometria del problema.
Frank-95 ha scritto:
Non è che un corpo passa di botto da un regime ad un altro. E' una cosa graduale per cui tutte le formule sono approsimazioni di una più generica che vale PER TUTTE LE VELOCITà
Hai perfettamente ragione. Tuttavia, nei limiti delle nostre conoscenze attuali, non possediamo una formula per l'attrito viscoso che vale per tutte le velocità e tutte le geometrie (forme) dell'oggetto immerso in un fluido.
Non dico che non te la fanno studiare, dico che
non c'è. La fluidodinamica, specie quella dei moti turbolenti è una delle aree più complesse e difficili della fisica, almeno a mio avviso, e in cui son stati fatti meno passi avanti in assoluto, negli ultimi 150 anni.
Non avendo una formula generale esatta facciamo modelli, per dir almeno qualcosa, limitatamente ai vari casi.
Frank-95 ha scritto:
Abbiamo scoperto che la relatività semplicemente non funziona a quei livelli e i fisici stanno cercando di unire quindi relatività e quantistica. Possiamo affermare di conseguenza che anche la meccanica relativistica è imprecisa perchè non esiste che fino ad un certo punto funzioni ad poi no.
Occhio con queste affermazioni ardite.
La meccanica quantistica non è in nessun modo un miglioramento della teoria della relatività, e non vale nemmeno il viceversa. Non è nemmeno vero che la relatività non funzioni più sulle scale microscopiche.
Il punto è che per il modo in cui sono formulate la relatività generale e la meccanica quantistica sono estremamente diverse, proprio per via della matematica usata. Per dire una differenza apprezzabile immediatamente: la relatività generale tratta di oggetti geometrici in 4 dimensioni mentre in quantistica si usano sovente spazi infinitodimensionali.
Ora, esistono situazioni in cui è conveniente usare l'una o l'altra: per discutere galassie, evoluzione dell'universo etc usi la relatività generale e non un approccio quantistico in quanto a scale così grandi gli effetti quantistici son trascurabili. Invece per discutere atomi, molecole e particelle fondamentali usi la meccanica quantistica e trascuri la relatività generale in quanto la forza di gravità è assolutamente trascurabile a masse così piccole.
Non che non valga più, semplicemente la trascuri.
Cosa succede se devi vedere una situazione in cui nessuna delle due è trascurabile (qualcosa di molto piccolo ma pesante, come un buco nero)?
La risposta è boh, perchè dovresti usarle entrambe e non riesci a conciliarle perchè tanto diverse, e così a oggi, non abbiamo una teoria coerente della gravità quantistica.
Inoltre, per quanto riguarda la relatività ristretta, possiamo dire che essa è "più importante della meccanica quantistica" in un certo senso, difficile da precisare a parole senza usar un linguaggio tecinco. La relatività vincola che le leggi della fisica abbiano "una certa forma", e che questa forma non vari al variare del sistema di riferimento inerziale in cui vengono scritte le leggi.
Più che una legge è una "legge delle leggi" o meta-legge. Una qualunque teoria fisica che sia in contrasto con la relatività ristretta non è nemmeno presa in considerazione.
Spero di non averti confuso le idee...