Re: Referendum nucleare
Inviato: 7 giu 2011, 16:14
Scoop fresco (ma io già ne ero convinto): http://petrolio.blogosfere.it/2011/06/f ... ttori.html
Forum Ufficiale delle Olimpiadi di Fisica
https://www.olifis.it/forum.olifis.it/
Mi permetto di far notare che sebbene l'idea sia ammirevole il nucleare non riguarda solo fisici. Una commissione adeguata dovrebbe esser formata da fisici, medici, economisti. Forse altri. Diventa tutto più complicato.Pigkappa ha scritto:Io prenderei tutti i direttori dei corsi di laurea in fisica d'Italia, farei scegliere a ognuno di loro un docente o ricercatore esperto in materia, metterei insieme queste persone per fare una grande commissione ad hoc e li farei lavorare un anno per scegliere cosa fare.
Sono già 30 i dipartimenti in stato di emergenza e 44 gli impianti nucleari che, a prescindere dalla loro “generazione”, vedono la possibilità di dover razionare l’elettricità prodotta. Secondo un dossier dell’Osservatorio nucleare francese, un “organismo indipendente di controllo dell’industria atomica”, in 22 di questi l’acqua che serve a raffreddare gli impianti è già ora appena sufficiente: “La Loira è completamente a secco e il raffreddamento dei reattori delle centrali di Belleville, Dampierre, Saint-Laurent e Chinon potrebbe essere compromesso”, afferma Stephane Lhomme, ambientalista e presidente dell’associazione
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Quasi un terzo dei dipartimenti francesi sta fronteggiando l’emergenza siccità, ma ciò che maggiormente preoccupa è infatti che, se la scarsità idrica continuerà, 44 dei 58 reattori situati lungo i fiumi d’oltralpe potrebbero dover interrompere la loro attività. Le norme nazionali impongono infatti di rispettare standard che non alterino gli ecosistemi fluviali. [...]
Fondamentale anche la questione delle temperature dell’acqua rigettata nei fiumi dopo aver raffreddato gli impianti: le centrali sono obbligate a non superare i 28 gradi. Se questa temperatura viene raggiunta, infatti, la centrale deve ridurre o addirittura arrestare la sua attività.
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La dipendenza dalla Germania per far fronte ai picchi di richiesta non è più un segreto. Nonostante la leggenda voglia la Francia come esportatrice di elettricità in tutta Europa, infatti, l’Osservatorio nucleare ha rivelato sempre nel suo rapporto che “è la Francia ad essere importatrice netta di elettricità dalla Germania”. Un fenomeno che continua ininterrottamente dal 2004, ma che ora non potrà più verificarsi. La scelta di Berlino di abbandonare l’atomo, infatti, sia adesso che durante il prossimo inverno (durante il quale si verificheranno i soliti picchi di consumo dovuti alla “politica assurda del riscaldamento elettrico”), per l’associazione di Stephane Lhomme non potrà più portare la Germania a “salvare la Francia nucleare”.
Ecco un'intervista a Carlo Rubbia.Pigkappa ha scritto:Cercavo di fare una cosa semplice; se si deve scegliere una categoria sola, penso siano i fisici i più adatti.
direi un'opinione abbastanza autorevoleDopo una laurea in Radiochimica presso l'Università di Roma e successivo Corso di Perfezionamento in Fisica e Chimica Nucleare, ho lavorato presso i laboratori di ricerca del plutonio di Fontenay-aux-Roses (Francia) nelle ricerche e tecniche del plutonio per l'impianto di riprocessamento del combustibile nucleare di La Hague. Ritornato in Italia ho partecipato, nei laboratori di ricerca della Casaccia (CNEN, ora ENEA), alla messa a punto degli impianti di separazione del plutonio di Saluggia e successivamente allo studio dei siti nucleari in vista della costruzione di centrali di energia nucleare. Dal 1982 sono stato distaccato dal CNEN presso l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) di Vienna dove mi sono occupato prevalentemente di salvaguardie nucleari, in particolare per i reattori nucleari di potenza e di ricerca nel mondo. Per 22 anni ho avuto la possibilità di visitare ed ispezionare una sessantina di reattori in tre continenti, in particolare in Giappone ed in particolare proprio Fukushima.