Spiego la mia soluzione, comunque prendi pure tu la staffetta dato che sei l'unico ad averci provato e avevi risolto la prima meta'
Sia

la forza agente sulla particella

. Qua

e' la distanza tra la particella

e quella

e

e' il versore tra le due particelle. Per ipotesi,

per ogni

.
Abbiamo gia' discusso qua sopra che poiche'

(equivalentemente, poiche' il campo elettrico in

e' nullo), per spostare la particella

di un spostamento molto piccolo

non serve fare lavoro. Tuttavia, per spostarla di uno spostamento non infinitesimo

potrebbe servire lavoro perche' il campo elettrico non e' nullo in tutti i punti.
Facciamo allora cosi': spostiamo tutte le particelle di uno spostamento opportuno

tale che si siano tutte allontanate, e che sia ancora vero che

per ogni

. Un modo di fare cio' e' quella di fissare l'origine delle coordinate da qualche parte e trascinare ogni vettore posizione

fino a
 \vec r_j)
.
Per visualizzarlo semplicemente, nel caso del tuo quadrato, metti l'origine sulla carica negativa e allontana tutte le cariche positive di

. Hai costruito un quadrato piu' grande, con i lati paralleli a quello precedente, e, se

era zero prima, lo e' anche adesso.
Questo perche', se abbiamo esteso ogni distanza di

, i versori rimangono uguali, e la nuova forza e':
Questo funziona perche' il fattore
^2)
e' comune a tutti i denominatori. Non sarebbe stato vero (e infatti la tesi e' falsa in tal caso) se la forza elettrostatica avesse avuto una forma diversa, ad esempio
})
o simili.
Adesso abbiamo un metodo per portare le cariche ad una configurazione in cui sono piu' lontano, senza fare lavoro, e in cui di nuovo la forza e' sempre zero. Ripetiamo all'infinito e le abbiamo portate all'infinito senza fare lavoro, e quindi l'energia potenziale doveva essere zero, CVD.