No, certo che no. Non ha senso dire che le astronavi si accorciano "in testa"o "in coda", e infatti non è quello che dico. Tantomeno, la distanza tra le due astronavi non è di 13 metri secondo l'osservatore a Terra.
Permettimi di essere più preciso. Fissiamo i due sistemi di riferimento,

solidale con le astronavi e

solidale l'osservatore sulla Terra. Diciamo per comodità che entrambi i sistemi hanno l'asse delle

allineato con la direzione e puntante nel verso del moto. Inoltre diciamo che la posizione dell'osservatore a Terra è

nel sistema

e che la coda della nave più indietro è posta nell'origine del sistema

. Chiamiamo ora

la lunghezza a riposo di ciascuna astronave,

la lunghezza a riposo della distanza fra coda dell'astronave avanti e muso dell'astronave indietro, e

la velocità relativa fra i due sistemi. Ovviamente, allora, chiamando

la coda dell'astronave indietro,

il suo muso,

la coda dell'astronave avanti e

il suo muso, le coordinate spazio-temporali di

,

,

e

nel sistema

sono:
)
,
)
,
)
,
)
Essendo

il tempo misurato nel sistema

, con

nel momento in cui le astronavi lasciano la Terra.
Noi ci chiediamo come veda l'osservatore a Terra le due astronavi in viaggio, cioè quali siano le coordinate spazio-temporali di

,

,

e

nel sistema

.
A tal proposito, facciamo uso delle Trasformazioni di Lorentz, le quali permettono proprio di passare da un sistema di riferimento ad un altro. Nel nostro caso, le trasformazioni assumono la forma:

e

sono le coordinate che nel sistema

identificano lo stesso evento cui nel sistema

corrispondono le coordinate

e

.
Applicandole ad

,

,

e

possiamo ricavarne le coordinate in

:
)
,
)
,
}{c^2}}{\sqrt{1-\frac{v^2}{c^2}}} \Bigg))
,
}{c^2}}{\sqrt{1-\frac{v^2}{c^2}}} \Bigg))
Ora, diciamo che nel sistema

la lunghezza di un'astronave vale

e la distanza fra le due vale

, e diciamo pure che non conosciamo la relazione fra queste quantità e

e

. Sappiamo però che in questo sistema ciascun punto delle due astronavi si muove a velocità

, e abbiamo posto che al tempo

la coda dell'astronave più indietro si trovi in

(cioè che inizialmente le origini dei due sistemi coincidano). Pertanto potremo scrivere:
)
,
)
,
)
,
)
.
Abbiamo pertanto trovato il modo di esprimere le stesse coordinate di

,

,

e

nel sistema

. Dunque, eguagliandole, possiamo ricavare i valori di

e

in funzione di

e

, ritrovando le arcinote formule:

,

.
Questo prova la realtà delle contrazioni, e spero che tu adesso abbia capito.
Per dirla a parole: sbagli nel pensare che ciò che dico significhi che una navicella si accorcia da una parte e l'altra astronave da un'altra parte. La contrazione, torno a dirlo, riguarda l'intera direzione del moto, e riguarda gli oggetti fisici come gli spazi vuoti (quello fra le due navicelle, per intenderci).