Se invece si guarda agli spazi percorsi dalla mosca poco prima dell'impatto , l'approssimazione di sopra può essere riutilizzata?
Anch'io ho pensato che nell'ultimo tratto lo spazio che percorre la mosca sia fortemente vincolato dalla sua lunghezza che le "restringe" lo spazio tra un treno e l'altro. In altre parole negli ultimi n urti prima di raggiungere il limite la lunghezza conta e non è più trascurabile (in termini di distanza percorsa ) come nel caso di d-x ,
secondo il mio ragionamento però lo spazio che la mosca "perde" alla fine per via della sua lunghezza è equivalente a quello che perde considerando una distanza iniziale d-x, perchè non bisogna pensare che assumere un tratto iniziale d-x influenzi solo il primo urto, ma tutti quelli successivi, infatti incontrerà il secondo treno poco prima e tornando indietro urterà di nuovo il primo treno "poco prima" distribuendo cosi la distanza persa alla fine su tutto il tempo prima del limite..
Il fatto che si possa approssimare 1km + 1cm a 1km lo considero colpa della mosca che è troppo piccola, se per esempio consideriamo un moscone di 5 m (

) si ha una più chiara visione dei calcoli, ma in ogni caso caso al limite si avrà una serie infinita di urti per cui quoto Pigkappa
Pigkappa ha scritto:Non c'è modo di risolvere il problema in modo che venga un risultato sensato (cioè

) senza fare delle ipotesi in più. Non tutte le ciambelle vengono col buco!
Pigkappa ha scritto:
La mosca ha un tempo di reazione

: quando tocca una macchina si ferma istantaneamente, aspetta un tempo

e poi riparte in verso opposto.
In questo caso nel tempo

la mosca prosegue spiaccicata sul treno o si ferma letteralmente nel punto dove lo tocca?