Con un ritardo imperdonabile, provo il punto 2):
È evidente che in direzione verticale non c'è conservazione della quantità di moto (il cannone non sprofonda nel terreno), dunque possiamo considerare come se la qdm acquisita dal cannone in tale direzione durante lo sparo (

) sia subito compensata dell'impulso fornito dalla reazione normale media del terreno. Detto

il piccolissimo intervallo di tempo che dura lo sparo, scriviamo allora

. Risulta allora evidente che l'attrito, dipendendo da

, non può essere trascurato. Lungo l'orizzontale abbiamo che il proiettile, subito dopo lo sparo, ha qdm

, che virtualmente è anche la qdm del cannone. Dobbiamo però, per quanto detto prima, considerare l'attrito

, e a questo punto preferisco distinguere due casi:
1) L'attrito statico massimo

è tale da contrastare il moto del cannone: in questo caso l'impulso dell'attrito

eguaglia la qdm lungo l'orizzontale,

. Dividendo per la precedente equazione a membro a membro si ottiene

, che naturalmente è soddisfatta solo per

.
2) Con riferimento al caso precedente, è

. Allora l'attrito statico non è sufficiente a fermare il cannone, ma va comunque considerato quello dinamico. La quantità di moto del cannone dopo lo sparo è data da
)
, quindi
)
.
Che ne dici?