Re: SNS 1990 n. 3 - Lenti convergenti
Inviato: 7 ago 2009, 15:02
Si, hai ragione, mi sono espresso male, ora correggo 
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Così hai supposto implicitamente che il problema richiedeva che l'immagine finale fosse diritta. Ma il laser come fai a distinguerlo nello spazio?CoNVeRGe. ha scritto:
Mettetele a queste distanze e vedete cosa esce..
Ti sei risposto un po' anche da solo. Qui non si tratta affatto di immagini diritte o capovolte, si chiede semplicemente di portare un raggio laser da una certa sezione ad un'altra. Appare quindi ovvio che dopo l'ultima lente esso debba essere come prima, cioè "all'infinito". Segui la soluzione di String e soprattutto disegnati la situazione. Per fare ciò basta che tu rappresenti soltanto due tratti del raggio, cioè quelli più "estremi" (il più in alto e il più in basso, per dire). In pratica tra le lenti dovresti ottenere disegnati dei triangoli isosceli con i vertici che si toccano, in modo da poter sfruttare la geometria della situazione.Loren Kocillari89 ha scritto:Così hai supposto implicitamente che il problema richiedeva che l'immagine finale fosse diritta. Ma il laser come fai a distinguerlo nello spazio?CoNVeRGe. ha scritto:
Mettetele a queste distanze e vedete cosa esce..che sia diritto o capovolto è sempre lui.
Penso di aver capito dove ho sbagliato, ma nel caso in cui il fascio laser partisse da vicino alla lente, si comporterebbe come una luce distante infinito? o deve essere considerato come un oggetto?CoNVeRGe. ha scritto:Ti sei risposto un po' anche da solo. Qui non si tratta affatto di immagini diritte o capovolte, si chiede semplicemente di portare un raggio laser da una certa sezione ad un'altra. Appare quindi ovvio che dopo l'ultima lente esso debba essere come prima, cioè "all'infinito". Segui la soluzione di String e soprattutto disegnati la situazione. Per fare ciò basta che tu rappresenti soltanto due tratti del raggio, cioè quelli più "estremi" (il più in alto e il più in basso, per dire). In pratica tra le lenti dovresti ottenere disegnati dei triangoli isosceli con i vertici che si toccano, in modo da poter sfruttare la geometria della situazione.