Gabry ha scritto:
La biglia che parte in ritardo si ferma sicuramente dopo la prima biglia e, se la prima biglia si è fermata in un qualche momento (come ho spiegato sopra necessariamente con l'urto pari), questa si ferma con l'urto dispari della relazione che ho trovato precedentemente e quindi,trovando il tempo come già fatto, con un tempo di volo (dalla partenza fino all'arresto) uguale a quello della prima biglia e con un tempo assoluto uguale a quello della biglia più un

. D'altronde la situazione è assolutamente analoga alla seconda biglia che urta direttamente il suolo senza l'intermediazione della prima biglia (quindi devono impiegare lo stesso tempo a fermarsi).
Credo che siamo d'accordo che le due biglie stanno sulla stessa verticale sempre: sennò non si potrebbe parlare di urti fra loro. Quindi la biglia che parte in ritardo rimane sempre SOTTO, è la seconda. Non c'entrano nulla il pari e il dispari sulla base del tuo stesso risultato in cui fai tendere n all'infinito. La biglia sotto, la seconda partita in ritardo, è quella che subisce la ritenuta energetica, che comunica all'altra negli urti. Quindi non può fermarsi DOPO la prima, semmai prima della prima. Perchè altrimenti comunicherebbe il suo moto alla prima che sarebbe ferma sopra di lei. In realtà si fermano insieme, una sopra l'altra. Nota che infatti il testo dice di TRASCURARE le loro dimensioni. Come se fossero puntiformi perchè risulta improbabile pensare ad una sfera che si ferma sopra un'altra. Quindi SI FERMANO ALLO STESSO ISTANTE e non come dici tu "impiegano lo stesso tempo a fermarsi" : infatti non sono partite insieme. Se quella sotto, la seconda, è partita

dopo non può pertanto avere un tempo di volo uguale a quello della prima , ma INFERIORE di

E NON SUPERIORE, come sembri pensarla tu.
Gabry ha scritto: Non sono d'accordo sull'interpretazione: il valore finito di un limite per la variabile che tende ad infinito non vuol dire che esiste un n dal quale in poi il tempo è sempre lo stesso, ma vuol dire che la funzione

si avvicina sempre di più al limite fino a coincidere all'infinito con il limite stesso. Non credo che il risultato abbia a che fare con un qualche tipo di errore sperimentale: non sono approssimazioni, ma un risultato esatto che deriva dal fatto che si stanno trattando variabili continue. Ovviamente la situazione reale è un pò diversa perchè si ha a che fare con quantità discrete, ma comunque ci si distanzierebbe di pochissimo (una quantità praticamente trascurabile) dal risultato che abbiamo ottenuto.
O mi sono spiegato male o non hai capito. Ho detto che da un certo n in poi il risultato è
"praticamente" lo stesso, differendo da quello finale cui alludi per infinitesimi inessenziali - vai a rivedere il mio post. Applicando la definizione di limite, fissata la distanza poniamo di

ci sarà un n dal quale in poi la differenza è inferiore di questo valore. E gli errori che c'entrano, dirai. Eccome se c'entrano. Sai bene che per decidere se la nostra teoria e il nostro risultato sono corretti non servono le diatribe fra noi. Bisognerebbe fare un gran numero di misure del tempo di arresto. Un qualunque cronometro avrà un suo potere risolutivo, diciamo il microsecondo per fare un esempio. E' allora inutile spingersi all'n (rimbalzo) corrispondente alla differenza di

perchè è inferiore di gran lunga all'errore che commettiamo con il nostro cronometro e quindi tutti i risultati che differiscono meno di un micro ci lasciano indifferenti. Questo era il senso di quello che ho detto.
Gabry ha scritto:P.s. Ho pensato a questa cosa (che non dovrebbe cambiare i risultati, ma a cui non avevo fatto caso), la distanza temporale tra due urti con la stessa velocità è

quindi ad un certo punto (quando il tempo di volo della pallina sarà minore di questo tempo) la pallina in basso colpirebbe la pallina in alto dopo aver rimbalzato più volte al suolo.
Certamente, ma ti dirò di più. Se si fissa un pratico valore di

si osserva che quella sotto può fare più rimbalzi prima di riurtare quella sopra anche prima della fase finale. Ma la circostanza non compromette il nostro risultato.