lastre piane e parallele... in movimento!
Re: lastre piane e parallele... in movimento!
Per arna1998: la questione della forza è interessante. In realtà a te non interessa ne il campo da una parte né dall altra ma interessa il campo SULLA lastra, il problema è che quello è un punto di discontinuità per il campo. Questo "paradosso" nasce dal fatto che in realtà non esistono distribuzioni superficiali di carica quindi nella realtà il campo si annulla gradualmente e nella nostra approssimazione di lastra piana possiamo dire che il campo effettivo che devi considerare è una .edita tra quello dentro e quello fuori ( se non hai capito beme dispiego perché non so se sono stato molto chiaro ). Qui in realtà il risultato ti viene lo stesso perché fai l errore su tutte e due le forze e gli errori si compensano Pero è importa te capire questa cosa per non fare errori nel caso in cui c'è una sola forza...
Re: lastre piane e parallele... in movimento!
Yes, bel problemaandrea96 ha scritto:Beh in effetti era per questo che avevo messo questo problema... spesso i collegamenti tra elettromagnetismo e relatività non si trattano a scuola però secondo me sono importantissimi... bello questo problema vero??Pigkappa ha scritto:
Adesso, fate il problema nel modo furbo. Supponete si muovano alla stessa velocita', mettetevi nel sistema di riferimento in cui sono ferme, e traete le conclusioni.
"Per un laser, si passa da temperature positive a temperature negative non passando attraverso 0 K, ma passando attraverso l'infinito!" (cit.)
"Perché dovremmo pagare uno scienziato quando facciamo le migliori scarpe del mondo?" (cit.)
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Re: lastre piane e parallele... in movimento!
Provo a rispondere al bonus:
1) Ponendoci nel sistema di riferimento con le lastre a riposo le densità di carica si riducono di un fattore
, quindi si riduce sia campo elettrico che carica su cui agisce la forza. Per unità di superficie la forza sarà quindi diminuita di un fattore
:

2) Nel sistema di riferimento iniziale la forza elettrica per unità di superficie (repulsiva) vale:

Il campo magnetico parallelo alla seconda lastra generato dalla prima con direzione perpendicolare alla velocità delle lastre si calcola con la circuitazione di Ampère e dovrebbe valere:

La forza attrattiva per unità di superficie varrà:

La forza repulsiva per unità di superficie vale quindi:
=\frac{\sigma^2}{2\varepsilon_0 \gamma^2})
Dove si è usata la strafigherrima relazione:
1) Ponendoci nel sistema di riferimento con le lastre a riposo le densità di carica si riducono di un fattore
2) Nel sistema di riferimento iniziale la forza elettrica per unità di superficie (repulsiva) vale:
Il campo magnetico parallelo alla seconda lastra generato dalla prima con direzione perpendicolare alla velocità delle lastre si calcola con la circuitazione di Ampère e dovrebbe valere:
La forza attrattiva per unità di superficie varrà:
La forza repulsiva per unità di superficie vale quindi:
Dove si è usata la strafigherrima relazione:
There once was a classical theory,
Of which quantum disciples were leery.
They said, "Why spend so long
On a theory that's wrong?"
Well, it works for your everyday query!

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Re: lastre piane e parallele... in movimento!
Perché è repulsiva?Simone256 ha scritto:
2) Nel sistema di riferimento iniziale la forza elettrica per unità di superficie (repulsiva) vale:
Re: lastre piane e parallele... in movimento!
Perchè la carica delle lastre ha lo stesso segno 
EDIT: Ok ho riletto la consegna solo adesso
Giustamente bisogna scambiare tutti i miei "repulsiva" con "attrattiva" e viceversa
EDIT: Ok ho riletto la consegna solo adesso
Giustamente bisogna scambiare tutti i miei "repulsiva" con "attrattiva" e viceversa
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Re: lastre piane e parallele... in movimento!
Si vabbè tanto è lo stesso

Re: lastre piane e parallele... in movimento!
Credo di aver capito, siccome abbiamo supposto una cosa che non può esistere siamo giunti in un paradosso. Una sola cosa, se mi puoi riscrivere questo: "...è una .edita tra quello dentro e quello fuori...", immagino che sia colpa di qualche correttoreandrea96 ha scritto:Per arna1998: la questione della forza è interessante. In realtà a te non interessa ne il campo da una parte né dall altra ma interessa il campo SULLA lastra, il problema è che quello è un punto di discontinuità per il campo. Questo "paradosso" nasce dal fatto che in realtà non esistono distribuzioni superficiali di carica quindi nella realtà il campo si annulla gradualmente e nella nostra approssimazione di lastra piana possiamo dire che il campo effettivo che devi considerare è una .edita tra quello dentro e quello fuori ( se non hai capito beme dispiego perché non so se sono stato molto chiaro ). Qui in realtà il risultato ti viene lo stesso perché fai l errore su tutte e due le forze e gli errori si compensano Pero è importa te capire questa cosa per non fare errori nel caso in cui c'è una sola forza...
Re: lastre piane e parallele... in movimento!
ahahah si l'ho scritto dal telefono
"è una media tra quello dentro e quello fuori"
Il concetto è che assumendo che lo spessore sia piccolissimo, diciamo infinitesimo quindi
, per avere una passaggio da un valore del campo
a un valore nullo all'esterno in uno spazio così piccolo, il campo può avere solo un andamento lineare e quindi si assume che il campo "all'interno" della lastra sia
. Questo è un discorso molto approssimativo per darti un idea del perchè non va bene prendere semplicemente
ma matematicamente li c'è una discontinuità, però fisicamente bisogna prendere qualcosa
. Se ti va puoi provare a dimostrare che devi prendere proprio
in questo modo: considera le lastre fissate (cioè non possono muoversi ) e isolate ( cioè non possono ne acquistare ne perdere carica ), calcola l'energia elettrostatica del sistema
in funzione della densità di carica, della superficie delle piastre e della separazione tra di loro, e poi immagina di spostare una delle due piastre di una distanza piccolissima
, per definizione la forza agente tra le piastre è
. Se ti viene un espressione che con le dovute sostituzioni è riconducibile a
hai dimostrato il fatto.
Chiaramente tutto il discorso vale anche per il campo magnetico.
"è una media tra quello dentro e quello fuori"
Chiaramente tutto il discorso vale anche per il campo magnetico.